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LEONARDO DA VINCI E LA VERGINE DELLE ROCCE

La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci

Titolo dell'opera: Vergine delle rocce

Data di produzione: 1483-1486

Dimensioni: 1,99 x 1,22 cm

Conservata presso: Museo Louvre, Paris

Soggetto: Vergine Maria

Tecnica: olio su tavola

Attribuzione: Leonardo da Vinci

Descrizione dell'opera

 

 

Il dipinto fu commissionato a Leonardo dalla confraternita laica milanese dell’Immacolata Concezione che risiedeva a Milano presso la chiesa di San Francesco e rappresenta la prima commissione certa ricevuta da Leonardo dal momento del suo arrivo a Milano. Esiste un documento datato 21 aprile 1483 che attesta la stipulazione del contratto tra la Confraternita e Leonardo. Insieme al nome di Leonardo da Vinci comparivano anche i nomi dei fratelli de Predis (Ambrogio ed Evangelista).Questo dipinto, tuttavia, con molta probabilità non fu mai consegnato ai committenti.

 

Rappresenta l’incontro tra Gesù e Giovanni Battista, un evento raccontato solo nei Vangeli apocrifi, in particolare nella Vita di Giovanni secondo Serapione.

E' ambientata all'interno di una grotta . Al centro è rappresenta la vergine Maria, che tiene con la mano destra la spalla del piccolo Giovanni Battista nell'atto della preghiera, mentre sulla sua sinistra troviamo inginocchiato in preghiera, mentre sulla destra Gesù, intento a benedire il cugino. Sul capo del bambino Maria pone la sua mano, come un atto di protezione.

Dietro Gesù, un angelo indica con la mano Giovanni Battista e guarda dritto verso lo spettatore, accennando un sorriso enigmatico.

I quattro personaggi si trovano sull’orlo di un dirupo e sullo sfondo si vede un paesaggio roccioso, ma luminoso, e un fiume in lontananza. Molto probabilmente, la scena rappresenta il momento del congedo di Maria, Gesù e l’angelo dal Battista, in procinto di iniziare il suo viaggio.

Nel corso dei secoli, gli storici dell’arte hanno evidenziato dettagli inquietanti ed enigmatici nel dipinto di Leonardo. Tra questi si notano la fisionomia dell’angelo, che viene paragonato ad un’arpia, e la mano di Maria, posta su Gesù Bambino come un artiglio d’aquila.

 

Chi era Giovanni Battista?

San Giovanni, detto il Battista Tra le personalità più importanti dei Vangeli, venerato da tutte le Chiese cristiane e considerato santo da tutte quelle che ammettono il culto dei santi, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l'opera di Gesù Cristo. Giovanni andò a vivere nel deserto, conducendo una vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: "Giovanni portava un vestito di peli di dromedario e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico" (Vangelo secondo Marco 1, 6). Nei Vangeli è definito "voce di uno che grida nel deserto" (in latino: vox clamantis in deserto). La profezia dell'Antico Testamento riferita a Giovanni Battista viene erroneamente attribuita, dal Vangelo secondo Marco, al solo Isaia: "Come è scritto nel profeta Isaia: 

 

Cosa sono i vangeli apocrifi?

 vangeli apocrifi sono un eterogeneo gruppo di testi a carattere religioso che si riferiscono alla figura di Gesù Cristo che nel tempo sono stati esclusi dal canone della Bibbia cristiana.

Fanno parte della "letteratura apocrifa", un fenomeno religioso e letterario rilevante del periodo patristico. Sovente dotati dell'attribuzione pseudoepigrafa di qualche apostolo o discepolo, furono esclusi dalla pubblica lettura liturgica in quanto in contraddizione con l'ortodossia cristiana. Il termine "apocrifo" ("da nascondere", "riservato a pochi") è stato coniato dalle prime comunità cristiane.

 

Un “tour de force botanico”: la Vergine delle Rocce
Il dipinto della Vergine delle Rocce è stato definito da Capra “un tour de force botanico”: le piante lussureggianti che tappezzano la grotta della Madonna non sono distribuite secondo uno schema decorativo, ma crescono soltanto dove l'arenaria erosa si è decomposta a sufficienza per permettere alle radici di attecchire. Leonardo inoltre ha scelto solo specie adatte all'ambiente umido di una cavità naturale, rappresentando ciascuna in una fase di sviluppo consona alla stagione. L'opera è giunta fino a noi in due versioni: una conservata al Louvre e l'altra, realizzata diversi anni più tardi, alla National Gallery. È stata proprio la minore accuratezza riservata alla flora della tavola londinese a far pensare agli studiosi che ampie porzioni di pittura siano frutto della mano di un discepolo.

La precisione naturalistica non ha impedito al maestro di inserire nel quadro una fitta rete di corrispondenze allegoriche: se le foglie di primula sotto il ginocchio del Bambino alludono alla purezza, l'aquilegia dietro la spalla sinistra di Maria – anticamente conosciuta anche con i nomi di “erba del leone” e “colombina” - evoca gli evangelisti Giovanni e Marco (nell'iconografia tradizionale rispettivamente un'aquila e un leone) nonché lo Spirito Santo (la colomba) e la Trinità (per via delle foglie tripartite). Ci sono poi piante che simboleggiano i vari stadi della Passione di Cristo (anemoni), la Resurrezione (acanto), l'amore e la devozione (il ciclamino), fino al Galium verum presente sotto la mano della Vergine, chiamato anche “letto della Madonna” perché secondo una leggenda Giuseppe la usò per creare un giaciglio nella stalla di Betlemme e i suoi fiori si trasformarono in oro alla nascita di Gesù.

La storia dell'opera

 

1475

La locale maestranza dell'ordine dei francescani di San Francesco Grande propose la creazione di una cappella dedicata alla Madonna. Parallelamente venne fondata una confraternita (scola) laica, aperta a tutti coloro che volessero dedicarsi all'adorazione particolare dell'Immacolata Concezione. A cappella terminata, la confraternita diede commissione per l'esecuzione di alcuni affreschi per decorare la volta

 

1480.

Venne fatta realizzare una pala d'altare di grandi dimensioni per comprendervi la statua di una Madonna che venne commissionata al falegname e scultore Giacomo del Maino.

 

1482, 27 agosto

La pala d'altare venne consegnata 

22 novembre 1482

 

1482, 22 novembre

La scultura della Madonna venne consegnata 

 

1483

Leonardo da Vinci aveva poco più di trent'anni. 

Se i fratelli de Predis, che lavorarono per Leonardo, potevano essere considerati come artisti validi con una reputazione locale, il rinomato Leonardo da Vinci godeva ormai di una fama affermata: egli infatti viene già indicato col titolo di "maestro" nel contratto de La Vergine delle rocce[17][29][38][39]. Malgrado tale riconoscimento, Leonardo era nuovo a Milano e non disponeva ancora di quelle relazioni che gli permettessero di ricevere delle committenze e di poter vivere della propria arte. Egli decise dunque di avvalersi della collaborazione di altri artisti locali, ed in particolare di Ambrogio de Predis che lo mise in contatto con l'aristocrazia milanese, mettendosi al servizio dell'esperienza artistica del maestro.

 

1483, 25 aprile

Poco dopo, per arricchire ulteriormente l'altare, venne sottoscritto davanti ad un notaio  un contratto tra la confraternita da una parte e dall'altra il "maestro" pittore Leonardo da Vinci e due ritrattisti miniaturisti, i fratelli Evangelista e Giovanni Ambrogio de Predis. 

 

1483, 1 maggio

i tre ricevettero cento lire milanesi come acconto. Il resto del pagamento venne versato dilazionato mensilmente in quaranta soldi, versati a partire dal luglio di quello stesso anno.

 

1484

Secondo  Frank Zöllner (nato nel 1956) è uno storico dell'arte tedesco tra le massime autorità sulla vita e le opere di Leonardo da Vinci , sul quale ha scritto numerose pubblicazioni. Questi includono studi lunghi sulla Gioconda e uno dei due moderni cataloghi ragionati delle opere di Leonardo, confrontando i ventiquattro/trenta mesi che vennero stimati come necessari per la realizzazione dell'Adorazione dei Magi qualche anno prima, considera i sette mesi previsti dal contratto di Leonardo per La Vergine delle rocce un tempo ragionevole per la realizzazione dell'opera completa; le modalità di pagamento ed i differenti versamenti inducono però a pensare a un periodo dilazionabile sino a 20 mesi. È dunque possibile datare sulla base di questi dati la consegna al dicembre proprio di quest'anno.

I committenti ad ogni modo non avevano ricevuto l'oggetto della loro committenza, in quanto la prima versione dell'opera venne rifiutata perché non corrispondente ai dettami evangelici espressi dalla confraternita, e la seconda (quella esposta a Londra), venne completata solo nel decennio successivo:

 

1503

Per quanto ancora incompiuta, la seconda versione venne esposta nella cappella della chiesa di San Francesco Grande. 

Il 3 e 9 marzo di quello stesso anno, l'artista dispose una nuova richiesta, inviata questa volta al re di Francia Luigi XII, per richiedere il completamento di quanto dovutogli nel salario.

 

1506, 27 aprile

Gli inviati presso la confraternita, ebbero ad ogni modo l'occasione di constatare che l'opera non era finita e pertanto chiesero di completare l'opera.

 

1508, 23 ottobre

L'opera venne riconsegnata terminata e finalmente gli artisti vennero pagati per il loro lavoro. Questa seconda versione de La Vergine delle rocce rimase esposta nella chiesa milanese di San Francesco Grande sino alla fine del XVIII secolo quando venne venduta e portata in Inghilterra. Qualche anno più tardi, nel 1806, la chiesa di San Francesco Grande giudicata ormai vetusta e pericolosa, venne abbattuta e venne eretta al suo posto l'attuale caserma Garibaldi. 

La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci

prima versione: 

venne creata tra il 1483 ed il 1486 ma venne rifiutata dal committente dell'opera;conservata al Museo del Louvre di Parigi,

seconda versione: 

dipinta in due tempi tra il 1491 ed il 1499 e tra il 1506 ed il 1508, è esposta alla National Gallery di Londra. S

fonte: https://www.arteworld.it/vergine-delle-rocce-leonardo-da-vinci-analisi/

La composizione fu al centro di un conflitto giuridico tra il pittore ed i suoi committenti che durò venticinque anni: la prima versione venne rifiutata dalla confraternita per le sue caratteristiche giudicate troppo eterodosse ed in particolare per il fatto che Leonardo aveva dato troppo spazio al Battista rispetto a Gesù Bambino, in una lettura gnostica del Nuovo Testamento. Per questa ragione, il pittore dovette procedere alla realizzazione di una seconda versione più conforme alla lettura canonica delle Sacre Scritture, nella quale Cristo occupa un posto centrale 

Alla seconda versione partecipò probabilmente anche Ambrogio De Predis, socio milanese di Leonardo fin dal suo primo arrivo, al quale sono di solito assegnati anche i due angeli laterali che componevano il trittico della pala d'altare, oggi pure al museo londinese. Alcuni ipotizzano addirittura che l'autore del dipinto sia interamente il De Predis, che copiò il cartone di Leonardo, ma si tratta di un'attribuzione minoritaria: nel 2005 gli esperti della National Gallery di Londra hanno analizzato ai raggi infrarossi il dipinto trovando sotto di questo un disegno precedente, attribuibile allo stesso Leonardo.

Per onorare comunque il contratto con San Francesco Grande, il nostro artista pose mano, dieci anni più tardi, a una seconda versione della «Vergine delle Rocce», poi ultimata tra il 1506 e il 1508 (anche con l’aiuto di allievi), infondendovi un’atmosfera sensibilmente diversa ed elaborando una differente gestualità dei personaggi. Con la soppressione della Confraternita dell’Immacolata, nel XVIII secolo, l’opera fu quindi venduta a un pittore inglese, entrando così a far parte delle collezioni londinesi.

La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci
La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci

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