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LEONARDO DA VINCI E LA BOTTEGA DEL VERROCCHIO

Andrea di Michele di Francesco di Cione detto Il Verrocchio (Firenze, 1435 – Venezia, 1488) è stato uno scultore, pittore e orafo italiano.è stato uno scultore, pittore e orafo italiano.

Verrocchio, il cui vero nome era Andrea di Michele di Francesco Cioni, nacque nel 1435 a Firenze, in Italia. Iniziò la sua formazione come orafo nell'officina di un gioielliere, ma presto mostrò un talento eccezionale per la scultura e l'arte. Fu allievo di Fra Filippo Lippi e successivamente entrò nell'atelier di Donatello, dove imparò la scultura e acquisì una solida conoscenza della prospettiva e dell'anatomia umana.


Verrocchio ebbe una bottega di grande successo a Firenze, dove formò molti dei giovani artisti più promettenti del Rinascimento. Tra i suoi allievi più famosi c'era Leonardo da Vinci, che divenne il suo assistente e collaboratore. Verrocchio ebbe anche una stretta relazione con i potenti Medici di Firenze, per i quali realizzò diverse opere d'arte.
Attivo soprattutto alla corte di Lorenzo de' Medici, Rivestì un ruolo importante nella tendenza a misurarsi con diverse tecniche artistiche, manifestatesi nella Firenze di fine Quattrocento, e infatti la sua bottega divenne polivalente, con opere di pittura, scultura, oreficeria e decorazione, così da poter far fronte all'insistente domanda proveniente da tutta l'Italia di prodotti fiorentini.

Andrea del Verrocchio e Leonardo da Vinci

Fu un uomo dal carattere severo e protettivo verso i propri allievi dai quali pretendeva assoluto senso del dovere e attenzione al particolare.

 

1452

Secondo i documenti dell'epoca, risulta essere stato precedentemente coinvolto in una rissa di strada dove fu accusato in sieme ad altri di aver ucciso con un sasso un ragazzo quattordicenne, un Antonio di Domenico. Il tribunale che si pronunziò, lo scagionò definitivamente dall'accusa infamante.  

Suo fratello Simone fu un monaco di Vallombrosa e divenne abate di San Salvi. Un fratello fu operaio tessile e una sorella sposò un barbiere. 

Iniziò a lavorare come orafo, nella bottega di Giuliano Verrocchi, dal quale sembra che Andrea abbia in seguito preso il cognome.

 

1474 - 1475 

E' proprio in questo periodo che Leonardo da Vinci lavora come apprendista presso la bottega del verrocchio e proprio questa opera chiamata “L'annunciazione di Cristo” è , in parte, attribuibile a lui.

 

1460

Si ha notizia dei suoi primi lavori pittorici quando lavorò a Prato con Fra Filippo di Tommaso Lippi nel coro del Duomo. 

L'unico dipinto, totalmente autografo, giunto ai giorni nostri di cui è praticamente certa l'attribuzione al Verrocchio è la Madonna e bambino con i santi che si trova nella Cattedrale di Pistoia.

opere di Andrea del Verrocchio

Verrocchio è noto per il suo stile realistico e la sua abilità nel catturare l'anatomia e l'espressione umana. Andrea del Verrocchio è noto per il suo stile realistico nell'arte. Il realismo è una caratteristica distintiva delle sue opere, sia scultoree che pittoriche. Verrocchio era un maestro nell'osservazione accurata della natura e nell'interpretazione realistica dell'anatomia umana e degli oggetti. Questo si riflette nei dettagli accurati e nelle rappresentazioni naturalistiche delle sue opere.

Nella scultura, Verrocchio era particolarmente abile nel modellare le figure umane in modo realistico, catturando l'espressione e il movimento con grande maestria. Le sue opere, come il "David" e il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni, mostrano una profonda comprensione dell'anatomia e una capacità di dare vita alle sue sculture.

Anche nella pittura, Verrocchio adottava un approccio realistico, con una particolare attenzione ai dettagli e alla resa degli oggetti e delle persone in modo accurato e credibile. Le sue opere pittoriche come il "Battesimo di Cristo" mostrano un'abilità nel dipingere figure umane realistiche e ambienti naturali.

Le sue opere riflettono l'influenza dei suoi maestri, come Donatello, ma mostrano anche una sua personale ricerca di equilibrio, armonia e naturalismo.

 

Chi furono i suoi allievi?

 

Leonardo da Vinci

Senza dubbio il suo allievo più celebre, Leonardo da Vinci entrò nella bottega di Verrocchio intorno al 1466, all'età di circa quindici anni. Leonardo fu influenzato dal realismo e dalla maestria tecnica di Verrocchio, e la sua permanenza nella bottega contribuì alla sua formazione come artista. La collaborazione tra i due artisti è evidente in opere come il "Battesimo di Cristo", dove Leonardo dipinse l'angelo sulla sinistra del dipinto.

 

Francesco Botticini 

Francesco Botticini è stato un pittore italiano del Rinascimento, attivo a Firenze nella seconda metà del XV secolo. nacque a Firenze intorno al 1446. La sua formazione artistica avvenne probabilmente nell'ambiente fiorentino, influenzato dalle opere di artisti rinomati come Filippo Lippi e Sandro Botticelli. È stato ipotizzato che Botticini potesse essere stato allievo di Andrea del Verrocchio, ma non ci sono prove concrete in tal senso.

Botticini divenne un pittore di successo nella Firenze del Rinascimento. Realizzò opere sia di carattere religioso che profano, dipingendo pannelli per altari e affreschi per chiese e palazzi. Fu particolarmente noto per i suoi dipinti religiosi, che riflettevano lo stile e le tematiche della pittura fiorentina del tempo.

 

Lo stile artistico di Francesco Botticini era fortemente influenzato dalla tradizione pittorica fiorentina del Rinascimento. Le sue opere erano caratterizzate da una resa dettagliata delle figure, un uso vivace del colore e una composizione equilibrata. Botticini dimostrò abilità nel creare spazi profondi e atmosfere suggestive nelle sue opere.

 

Una delle opere più famose di Francesco Botticini è il "Trittico di San Barnaba", realizzato per la chiesa di San Barnaba a Firenze. Questo trittico, ora conservato presso la Galleria degli Uffizi, mostra la Madonna con il Bambino e i santi Barnaba e Giovanni Battista. Altre opere importanti includono "L'Adorazione dei Magi" e "La Madonna col Bambino tra i santi Francesco e Caterina d'Alessandria", entrambe conservate nella collezione del Museo Nazionale di San Marco a Firenze.

Francesco Botticini ebbe un impatto significativo sulla pittura fiorentina del Rinascimento, anche se la sua fama è stata oscurata da quella di altri artisti più celebri del periodo. Le sue opere, tuttavia, continuano a essere studiate e ammirate per la loro bellezza e importanza storica, contribuendo alla nostra comprensione dell'arte del Rinascimento italiano.

 

Francesco di Simone Ferrucci 

Francesco di Simone Ferrucci, noto anche come Francesco Ferrucci, nacque a Fiesole, vicino a Firenze, intorno al 1437. Fu allievo di Andrea del Verrocchio, divenne uno scultore di talento e acquisì presto una certa fama nel panorama artistico fiorentino. Lavorò principalmente a Firenze, creando opere per chiese e palazzi della città. La sua abilità nel modellare il marmo e il bronzo gli valse molte commissioni importanti da parte di clienti nobili e religiosi.

Tra le opere più significative di Francesco Ferrucci ci sono diverse sculture religiose e monumenti funebri. Uno dei suoi lavori più famosi è il monumento sepolcrale a Leonardo Salutati nella Chiesa di San Lorenzo a Firenze, eseguito insieme ad altri artisti della bottega di Verrocchio.

 

Lo stile artistico di Francesco Ferrucci rifletteva l'influenza del suo maestro, Andrea del Verrocchio. Le sue sculture erano caratterizzate da una grande maestria tecnica e da un forte senso della drammaticità e dell'espressività. Ferrucci era abile nel catturare l'individualità e la personalità delle sue figure, conferendo loro un senso di vita e di movimento.

Morì a Firenze nel 1493.

 

Bartolomeo della Gatta 

nato Bartolomeo di Giovanni Corradini, nacque a Vicchio, in Toscana, intorno al 1448. Iniziò la sua carriera artistica come allievo di Cosimo Rosselli, un pittore fiorentino noto per il suo lavoro nella Cappella Sistina. Successivamente, Bartolomeo entrò nel monastero camaldolese di San Donato a Scopeto, dove prese i voti e cambiò il suo nome in Bartolomeo della Gatta.

Nonostante la sua vita monastica, Bartolomeo continuò a dipingere opere d'arte di grande bellezza e maestria. Fu conosciuto per i suoi dipinti religiosi e le sue opere mostravano un grande senso della spiritualità e della devozione. Bartolomeo lavorò sia a Firenze che in altre città italiane, realizzando dipinti per chiese e conventi.

Bartolomeo della Gatta ebbe modo di lavorare con alcuni dei più grandi artisti del suo tempo. Collaborò con Domenico Ghirlandaio e con il giovane Michelangelo nella decorazione della Cappella Sistina a Roma, dove dipinse alcune delle scene della vita di Cristo.

 

Lo stile artistico di Bartolomeo della Gatta era influenzato dalla tradizione artistica fiorentina del Rinascimento, con una particolare attenzione alla resa delle figure umane e alla composizione delle scene religiose. Le sue opere erano caratterizzate da colori vividi, dettagli ricchi e una profonda espressione di devozione religiosa.

Tra le opere più significative di Bartolomeo della Gatta ci sono "La Madonna con il Bambino e i santi" e "La Deposizione", entrambe conservate al Museo di San Marco a Firenze.

Bartolomeo della Gatta morì nel 1502 a Firenze, lasciando un'eredità artistica significativa nel panorama artistico del Rinascimento italiano. Le sue opere continuano a essere apprezzate per la loro bellezza e spiritualità.

 

Lorenzo di Credi

Pittore e scultore italiano del Rinascimento, attivo a Firenze nella seconda metà del XV secolo e nel primo decennio del XVI secolo. Ecco una panoramica della sua vita e della sua carriera:

 nacque a Firenze intorno al 1459, da una famiglia di artigiani. Iniziò la sua formazione artistica come apprendista nella bottega di Andrea del Verrocchio, uno dei più importanti maestri del Rinascimento. Lorenzo dimostrò un talento eccezionale fin da giovane e si distinse per la sua abilità nel disegno e nella pittura.

Divenne rapidamente uno dei principali artisti della sua generazione a Firenze. Lavorò come pittore e scultore, creando opere per chiese, palazzi e collezionisti privati. Fu noto soprattutto per i suoi dipinti religiosi, che riflettevano lo stile e le tematiche della pittura fiorentina del tempo.

 

Il suo stile artistico di Lorenzo di Credi era influenzato dalla tradizione artistica fiorentina del Rinascimento, con una particolare attenzione alla resa dettagliata delle figure umane e degli oggetti. Le sue opere erano caratterizzate da una sensibilità spirituale e una sobria eleganza, con colori tenui e composizioni equilibrate.

 Tra le opere più significative di Lorenzo di Credi ci sono dipinti come "L'Annunciazione" e "La Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Donato", entrambi conservati nella collezione del Museo Nazionale di San Marco a Firenze. Lorenzo fu anche noto per i suoi ritratti, tra cui il ritratto di "Ginevra de' Benci", ora conservato nella National Gallery of Art a Washington, D.C.

Morì' a Firenze intorno al 1537, all'età di  78 anni

 

Domenico Ghirlandaio

Domenico Ghirlandaio, il cui vero nome era Domenico di Tommaso di Currado di Doffo Bigordi, nacque a Firenze nel 1448 circa. La sua famiglia era coinvolta nell'arte, e Ghirlandaio iniziò la sua formazione come pittore nella bottega di suo padre, Tommaso Bigordi, un orafo. Successivamente, divenne allievo di Alessio Baldovinetti e poi di Andrea del Verrocchio, dove ebbe l'opportunità di lavorare con altri artisti emergenti, come Sandro Botticelli e Pietro Perugino.

Divenne uno dei pittori più rinomati della sua epoca, producendo una vasta gamma di opere, tra cui affreschi, altari e ritratti. Ricevette numerose commissioni da parte di chiese, conventi e famiglie nobiliari, lavorando principalmente a Firenze e nei suoi dintorni. Ghirlandaio fu noto soprattutto per i suoi affreschi, che adornavano molte chiese fiorentine e narravano storie religiose e storiche con grande maestria.

 

Lo stile artistico di Domenico Ghirlandaio era influenzato dalla tradizione rinascimentale fiorentina, caratterizzato da una resa dettagliata delle figure, un uso vivace del colore e una composizione equilibrata. Ghirlandaio era un maestro nel dipingere scene complesse con numerosi personaggi, inseriti in ambienti architettonici realistici e riccamente decorati.

Tra le opere più celebri di Domenico Ghirlandaio ci sono gli affreschi nella Cappella Sassetti nella chiesa di Santa Trinita a Firenze, che narrano la vita di San Francesco, e gli affreschi nella Cappella Tornabuoni nella chiesa di Santa Maria Novella, che rappresentano la vita della Vergine Maria e della sua famiglia. Altre opere significative includono i ritratti di "Giovanna degli Albizzi Tornabuoni" e "Angelo Poliziano".

 

Sandro Botticelli

Sandro Botticelli, il cui vero nome era Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, è stato uno dei pittori più celebri del Rinascimento italiano. Ecco una panoramica della sua vita e della sua carriera:

Botticelli nacque a Firenze intorno al 1445, da una famiglia di mercanti. Iniziò la sua formazione artistica come apprendista nella bottega di un orafo, ma presto si unì alla bottega del pittore Fra Filippo Lippi, dove imparò le tecniche della pittura. Botticelli fu anche influenzato dall'ambiente artistico fiorentino del Rinascimento, frequentando artisti come Leonardo da Vinci e Michelangelo.

Divenne uno dei pittori più celebri del suo tempo, producendo una vasta gamma di opere, tra cui dipinti sacri, ritratti, allegorie mitologiche e scene storiche. Ricevette numerose commissioni da parte di famiglie nobiliari e istituzioni religiose, lavorando principalmente a Firenze e nei suoi dintorni. Botticelli fu noto soprattutto per il suo stile delicato e poetico, caratterizzato da linee fluide, colori vibranti e un'atmosfera di grazia e bellezza.

Tra le opere più celebri di Botticelli ci sono dipinti come "La Nascita di Venere", "La Primavera" e "Venere e Marte", che rappresentano scene mitologiche con una profonda carica simbolica e allegorica. Botticelli è anche noto per i suoi dipinti sacri, come "La Madonna del Magnificat" e "La Madonna del Libro", che rappresentano la Vergine Maria in un ambiente intimo e devoto.

 

Lo stile artistico di Botticelli era influenzato dalla tradizione artistica fiorentina del Rinascimento, ma si distingueva per la sua sensibilità poetica e il suo interesse per il mondo dell'antichità classica. Botticelli era un maestro nel creare composizioni armoniose e suggestive, con figure eleganti e gesti delicati.

L'eredità artistica di Botticelli è stata profondamente influente sulla pittura successiva, influenzando generazioni di artisti con il suo stile unico e la sua visione poetica del mondo. Anche se cadde in relativa oscurità dopo la sua morte nel 1510, Botticelli fu riscoperto nel XIX secolo e oggi è considerato uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano. Le sue opere continuano a essere ammirate e studiate in tutto il mondo.

 

Com'erano le botteghe artistiche nel'400 fiorentino?

Nel Rinascimento italiano, le botteghe artistiche erano studi d'arte dove i maestri artisti lavoravano insieme con i loro apprendisti per creare opere d'arte. Questi studi non erano semplicemente luoghi di produzione, ma anche centri di apprendimento, discussione e scambio di idee. La bottega del Verrocchio, in quel periodo storico, era tra le più rinomate ed importanti di tutto il nord della penisola. 

una bottega artistica era guidata da un maestro rinomato, un artista esperto nel proprio campo. Gli apprendisti erano giovani artisti che cercavano di imparare dalle competenze del maestro.

Gli apprendisti, spesso anche di 10-11 anni, trascorrevano anni nella bottega, imparando le tecniche artistiche, la teoria dell'arte e la filosofia estetica. Spesso, il loro apprendistato culminava nella realizzazione di opere sotto la guida del maestro. Il Verrocchio pretendeva da loro il massimo

Gli artisti nella bottega collaboravano spesso su progetti comuni. Questa collaborazione poteva coinvolgere la creazione di opere d'arte collettive o la partecipazione degli apprendisti a progetti guidati dal maestro.

Oltre all'apprendistato, le botteghe erano anche luoghi di produzione di opere d'arte. Gli artisti realizzavano dipinti, sculture e altre opere commissionate da committenti privati, chiese o istituzioni.

 

Erano spesso frequentate da intellettuali, studiosi e altri artisti, creando un ambiente culturale vivace e stimolante. Ciò contribuiva allo scambio di idee e all'arricchimento intellettuale di coloro che frequentavano la bottega.

In alcune botteghe, quando il maestro moriva o si ritirava, uno degli apprendisti poteva essere designato come suo successore, ereditando la bottega e continuando la tradizione artistica.

Artisti rinomati come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello e molti altri hanno trascorso parte della loro formazione in botteghe artistiche, e queste botteghe hanno svolto un ruolo fondamentale nella formazione degli artisti del Rinascimento. 

 

Come si lavoravano i metalli nel rinascimento?

 

Durante il Rinascimento, nel XV secolo, la lavorazione e la fusione dei metalli raggiunsero nuovi livelli di maestria e innovazione. Gli artigiani dell'epoca utilizzavano diverse tecniche per lavorare l'oro, l'argento, il rame e altri metalli preziosi. Ecco alcune delle principali tecniche di lavorazione e fusione dei metalli durante il Rinascimento:

Cera Persa (Lost Wax): Questa tecnica veniva ampiamente utilizzata per la creazione di sculture in bronzo. Un modello veniva realizzato in cera e successivamente rivestito con uno strato di materiale refrattario. Una volta che la cera veniva fusa o "persa", il materiale refrattario diventava uno stampo che veniva riempito con metallo fuso per creare l'opera finale.

 

Sbalzo e Cesello

Queste tecniche prevedevano la lavorazione di una lastra metallica mediante martellatura (sbalzo) e intaglio (cesello) per creare rilievi tridimensionali e dettagli su oggetti ornamentali, come coppe o gioielli.

Lo sbalzo e il cesello sono tecniche di lavorazione dei metalli ampiamente utilizzate durante il Rinascimento per creare rilievi tridimensionali e dettagli su oggetti ornamentali, come coppe, vasi, gioielli e altri manufatti preziosi. Queste tecniche richiedono abilità artigianali notevoli e sono state particolarmente apprezzate durante questo periodo artistico. Ecco una breve descrizione di ciascuna tecnica:

 

Sbalzo (Repoussé) 

Lo sbalzo è una tecnica che implica la martellatura della parte posteriore di una lastra metallica per creare un rilievo sul lato anteriore. Gli artigiani utilizzano martelli e punzoni per modellare il metallo, spingendolo in avanti per ottenere forme tridimensionali. Questa tecnica è spesso utilizzata per creare rilievi decorativi, scene narrative o figure su oggetti in metallo.

 

Cesello (Chasing) 

Il cesello è la tecnica complementare allo sbalzo. Dopo che il metallo è stato modellato con lo sbalzo, il cesello viene utilizzato per rifinire i dettagli e dare forma più precisa alla superficie. Il cesello è uno strumento affilato e punteggiato che viene utilizzato per intagliare il metallo, creare linee e dare texture più sottili. Questa fase di cesellatura consente agli artigiani di aggiungere dettagli più raffinati e definire ulteriormente il rilievo ottenuto con lo sbalzo.

Insieme, lo sbalzo e il cesello permettono agli artigiani di creare opere d'arte metalliche che presentano una straordinaria profondità e dettaglio. Queste tecniche sono state ampiamente utilizzate in oggetti decorativi, mobili, gioielli e opere d'arte architettoniche durante il Rinascimento, contribuendo a definire lo stile artistico distintivo di quell'epoca.

 

Filigrana: 

Un'arte decorativa che coinvolgeva la manipolazione di fili sottili di metallo, di solito oro o argento, per creare disegni complessi o intrecciati su gioielli e oggetti ornamentali.

La filigrana è una tecnica decorativa che ha una lunga storia e che è stata utilizzata anche durante il Rinascimento per creare gioielli e oggetti ornamentali di grande bellezza. La filigrana implica la manipolazione di sottili fili di metallo, di solito oro o argento, per creare disegni intricati e decorazioni su oggetti. Durante il Rinascimento, questa tecnica ha raggiunto livelli di maestria straordinari. Ecco alcuni aspetti dell'arte decorativa della filigrana nel Rinascimento:

 

Sottili Fili di Metallo: 

La filigrana coinvolge l'uso di fili di metallo molto sottili, spesso laminati o tirati, che possono essere manipolati in varie forme. Questi fili sono la base per la creazione dei motivi decorativi.

 

Intrecci e Motivi Geometrici

La filigrana è spesso caratterizzata da intrecci e motivi geometrici. Gli artigiani rinascimentali erano noti per la loro abilità nel creare disegni intricati, spesso ispirati alla simmetria e all'armonia della natura.

Applicazione su Gioielli: La filigrana era comunemente utilizzata nella creazione di gioielli come anelli, orecchini e collane. Gli orafi del Rinascimento erano in grado di realizzare gioielli esclusivi con filigrana che riflettevano lo stile e il gusto dell'epoca.

 

Fusione con Altre Tecniche 

La filigrana veniva talvolta combinata con altre tecniche di lavorazione dei metalli, come lo sbalzo e il cesello, per creare opere d'arte più complesse e dettagliate.

 

Oggetti di Lusso

la filigrana non era limitata ai gioielli, ma veniva anche utilizzata per decorare oggetti di lusso come posate, cofanetti e altri manufatti ornamentali.

La filigrana nel Rinascimento rappresentava un'arte decorativa sofisticata e raffinata. Gli artigiani erano apprezzati per la loro capacità di creare opere d'arte che non solo erano esteticamente piacevoli ma che anche dimostravano un alto livello di abilità tecnica. Questa tradizione di lavorazione dei metalli decorativi ha influenzato il design e la produzione di gioielli e oggetti d'arte fino ai giorni nostri.

 

Granulazione 

Questa tecnica consisteva nell'applicazione di piccoli granelli di metallo sulla superficie di un oggetto per creare motivi decorativi o testurizzati, spesso utilizzati in gioielli.

La granulazione è una tecnica di lavorazione dei metalli che è stata utilizzata fin dall'antichità e che ha avuto una notevole popolarità durante il Rinascimento. Questa tecnica coinvolge l'applicazione di piccoli granelli di metallo sulla superficie di un oggetto, spesso per creare decorazioni o motivi ornamentali. Nel contesto del Rinascimento, la granulazione veniva comunemente utilizzata in gioielleria per arricchire il design di anelli, orecchini, collane e altri oggetti preziosi. Ecco come solitamente si svolgeva il processo di granulazione:

Preparazione dei Granelli: Piccoli granelli di metallo, di solito oro o argento, venivano preparati dalla limatura o dalla lavorazione di fili sottili. Questi granelli erano spesso di dimensioni uniformi, anche se la granulazione può prevedere l'uso di granelli di diverse dimensioni per creare effetti variati.

 

Preparazione della Superficie

La superficie dell'oggetto in metallo su cui si voleva applicare la granulazione veniva preparata Adeguatamente. Spesso, la superficie veniva incisa o intagliata per creare un motivo o una base sulla quale i granelli potessero aderire.

 

Applicazione dei Granelli

I granelli venivano posizionati sulla superficie preparata dell'oggetto. Questo processo richiedeva una notevole Precisione e maestria artigianale, poiché i granelli dovevano essere posizionati esattamente nei punti desiderati.

 

Saldatura dei Granelli

I granelli venivano quindi saldati sulla superficie dell'oggetto, spesso utilizzando una fiamma. La temperatura Controllata era cruciale per garantire che i granelli si fondessero e aderissero senza danneggiare l'oggetto circostante.

 

Raffreddamento e Finitura

Dopo la saldatura, l'oggetto veniva raffreddato e poi sottoposto a processi di finitura, che potevano includere lucidatura e pulizia.

 

Niello 

Un composto di piombo, zolfo e argento veniva utilizzato per creare una pasta nera, nota come niello, che veniva applicata nelle incisioni di un oggetto metallico. Dopo la cottura, il niello creava contrasto e dettagli.

Il niello è una tecnica ornamentale che è stata ampiamente utilizzata durante il Rinascimento per decorare oggetti in metallo, come gioielli, utensili e oggetti d'arte. La composizione classica del niello nel Rinascimento comprendeva principalmente piombo e stagno, con l'aggiunta di rame per ottenere il colore desiderato.

Ecco come veniva generalmente utilizzato il niello durante il Rinascimento:

 

Preparazione della Pasta di Niello 

La pasta di niello veniva preparata mescolando polveri di piombo, stagno e rame con una sostanza legante, spesso resina o balsamo. La resina era importante perché conferiva al niello la consistenza necessaria per essere applicato.

 

Applicazione del Niello 

La pasta di niello veniva applicata sulle incisioni di un oggetto in metallo, di solito argento o ottone. Le incisioni potevano essere realizzate tramite cesello o altre tecniche di incisione. L'applicazione del niello avveniva in uno stato relativamente liquido.

 

Cottura 

Una volta applicato il niello, l'oggetto veniva sottoposto a un processo di cottura. Durante questa fase, il niello si fonde e aderisce saldamente alle incisioni. La cottura era spesso realizzata in un forno a temperature elevate.

Raffreddamento e Pulizia: Dopo la cottura, l'oggetto veniva raffreddato e poi pulito per rimuovere eventuali residui di niello dalla superficie.

 

Lucidatura e Finitura 

L'oggetto veniva infine lucidato per evidenziare il contrasto tra le aree incise e il niello.

Il risultato finale era un oggetto ornamentato con motivi intricati e dettagliati grazie all'uso del niello. Questa tecnica è stata particolarmente popolare nell'ornamentazione di oggetti di lusso durante il Rinascimento, aggiungendo ricchezza e bellezza a gioielli, posate, cofanetti e altri manufatti in metallo.

 

Emaillé: 

L'uso dell'email, una tecnica che coinvolgeva l'applicazione di smalti colorati cotti su metallo, veniva spesso utilizzato per creare effetti vivaci e decorazioni su gioielli.

La tecnica dell'email, nota anche come smaltatura, è stata utilizzata durante il Rinascimento come forma di decorazione su oggetti in metallo, in particolare gioielli e oggetti ornamentali. Ecco una breve panoramica della tecnica dell'email durante il Rinascimento:

Preparazione dello Smalto: Lo smalto è una sostanza vetrificata colorata che può essere fusa su una superficie metallica. Per preparare lo smalto, venivano mescolati pigmenti colorati con una base di vetro o silice. Questa miscela veniva quindi macinata per ottenere uno smalto fine.

 

Preparazione della Superficie Metallica 

La superficie dell'oggetto in metallo veniva preparata per accogliere lo smalto. Solitamente, la superficie veniva incisa o intagliata per creare un motivo o una cavità in cui lo smalto avrebbe aderito.

 

Applicazione dello Smalto

Lo smalto veniva applicato sulla superficie metallica preparata. Questo poteva essere fatto mediante spolveratura, immersione o pennellatura, a seconda della tecnica e dell'effetto desiderato.

 

Cottura a Calore Elevato

Dopo l'applicazione dello smalto, l'oggetto veniva sottoposto a una cottura ad alta temperatura. Questa fase di cottura faceva fondere lo smalto, facendolo aderire saldamente alla superficie metallica. La temperatura e il tempo di cottura erano controllati attentamente per ottenere il risultato desiderato senza danneggiare l'oggetto sottostante.

 

Raffreddamento e Finitura

Dopo la cottura, l'oggetto veniva raffreddato. Successivamente, poteva essere sottoposto a processi di finitura, come la levigatura e la lucidatura, per ottenere una superficie liscia e brillante.

Questa tecnica permetteva di aggiungere colore e dettagli vibranti agli oggetti in metallo, creando gioielli e manufatti ornamentali che univano la bellezza della vetrificazione colorata con l'eleganza del metallo lavorato. L'email è stata utilizzata anche in combinazione con altre tecniche decorative, come la filigrana e lo sbalzo, per creare opere d'arte complesse e raffinate.

 

Queste tecniche, insieme ad altre, rappresentano l'eccezionale abilità artigianale e artistica che caratterizzava la lavorazione e la fusione dei metalli durante il Rinascimento. Gli artigiani di questo periodo erano in grado di unire tecnologia, creatività e maestria artigianale per creare opere d'arte straordinarie.

Dove abitava Andrea del Verrocchio?

 

Possedeva una casa all’incrocio di via dell’Agnolo con "Via Pentolini sive Malborghetto" (oggi via de’ Macci). Qui Andrea del Verrocchio abitò almeno fino al 1470. In un ambiente adiacente, o comunque posto nelle immediate vicinanze, si trovava invece la sua bottega, dove lavorò anche Leonardo, la cui presenza è documentata almeno nel 1476. Successivamente Andrea «teneva a pensione una bottega con più abituri» in altra contrada, probabilmente dietro il Duomo, in una proprietà della famiglia dei Bischeri, dove era in precedenza il laboratorio di Michelozzo e Donatello.

bottega di Andrea del Verrocchio maestro di Leonardo da Vinci

1468

La palla d’oro della cupola di Santa Maria del Fiore fu realizzata da Andrea del Verrocchio. Questa palla 

 

1471, 27 Maggio

Posta sulla cupola, la palla divenne subito un simbolo per i cittadini di Firenze. In particolar modo l’8 Aprile del 1492 quando, quasi in segno premonitore, poco prima della morte di Lorenzo De’ Medici un fulmine colpì l’opera del Verrocchio. 

 

1691, 17 Gennaio 

La palla d’oro fu colpita da un fulmine e cadde giù dalla cupola con i suoi 2,30 metri di diametro e i 18 quintali di peso. Per non dimenticare il pericolo e i danni dei fulmini sulla cupola e sulla piazza, nel punto esatto della caduta fu apposta una lastra di marmo, ancora oggi visibile.

 

palla d'oro creata da Andrea del Verrocchio

In effetti, la lastra bianca circolare, rappresenterebbe, secondo la tradizione, il punto in cui venne cadere, a seguito di un fulmine che la colpì nella notte fra il 26 ed il 27 gennaio 1600, la grande palla di rame dorato che, sormontata dalla croce, adorna la sommità del “Cupolone” del Duomo di Firenze. 

 

Per chi desidera ammirare le vestigia di quel lontano evento, il tondo bianco che lo rammenta è collocato nella parte posteriore destra del Duomo (guardando la facciata), ossia nello slargo in cui sfociano via del Proconsolo e via dell’Oriolo.

 

 

Battistero di Firenze e Andrea del Verrocchio

Dove si trova la cupola d'oro? 

palla d'oro sulla cupola del Battistero di Firenze

Per informazioni e visite:   Piazza San Giovanni, 50122 Firenze FI - 055 230 2885  - https://duomo.firenze.it/it/home/

Giorgio Vasari, Andrea Verrocchio. Scultore Fiorentino, in Luciano Bellosi e Aldo Rossi (a cura di), Le Vite de' piu eccellenti architetti, et scultori italiani, da Cimabue, insino a' tempi nostri, presentazione di Giovanni Previtali, I, Lorenzo Torrentino. Firenze, Torino, Einaudi, 1991 [1550], pp. 445-451, ISBN 88-06-12787-X.
Carlo Gamba, VERROCCHIO, Andrea del, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937. URL consultato il 1º luglio 2016.
Luigi Grassi, ANDREA di Michele, detto il Verrocchio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 3, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961. URL consultato il 1º luglio 2016.
Sara Taglialagamba, Verrocchio, in Inserto redazionale di Art e Dossier n. 333, giugno 2016, Firenze - Milano, Giunti, 2016, ISBN 978-88-09-99195-8.

Verrocchio maestro di Leonardo da Vinci
ANDREA DEL VERROCCHIO E LEONARDO DA VINCI
LEONARDO DA VINCI E ANDREA DEL VERROCCHIO
RINASCIMENTO E VERROCCHIO

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