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LEONARDO DA VINCI E LUCREZIA CRIVELLI

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Lucrezia Crivelli (1464? – Canneto sull'Oglio, 12 aprile 1534) fu senza dubbio alcuno, l'amante di Ludovico il Moro, duca di Milano e madre di Giovanni Paolo I Sforza, primo marchese di Caravaggio. Figlia di Bernabò di Andrea Crivelli, prima cugina dei conti di Dormo, Lomello, signori di Nerviano e Galliate.

Lucrezia era una dama di compagnia della duchessa di Milano Beatrice d'Este. Era descritta come una bellissima donna. 

Per molti anni si è ipotizzato che fosse lei ritratta da Leonardo divenuto celebre de “La belle ferronnière”. 

1494

Sposò Giovanni Andrea da Monastirolo, cortigiano della duchessa di Bona di Savoia, al quale diede una figlia di nome Bona. 

Poiché di norma l'età per le nozze si aggirava intorno ai 14-15 anni, ciò lascia credere che Lucrezia fosse ancora giovanissima, e non già trentenne come sostengono alcuni storici sulla base del Motta.

 

1495, relazione clandestina 

E' probabile che in quest'anno iniziò la sua relazione clandestina col duca Ludovico il Moro, marito di Beatrice. Questo è quanto si può dedurre leggendo una lettera di Girolamo Stanga del 13 agosto diretta alla marchesa di Mantova Isabella d'Este - desiderosa di sapere se la sorella fosse a conoscenza delle relazioni extra-coniugali del marito - comunica che Ludovico tradiva già la moglie con una sua damigella (la cui identità non è rivelata), ma lo faceva "cum grande modestia et tanto cautamente del mondo". 

Da alcuni scritti, emergerebbe che l'Anonimo Ferrarese, circa il rapporto tra Ludovico il Moro e Lucrezia Crivelli, scrisse:

 «tuto il suo piacere [di Ludovico] era cum una sua fante, che era donzella de la moie [...] cum la quale el non dormiva già boni mesi, siché era mal voluto». 

E' il periodo nel quale l'investitura ducale di Borso d'Este, avvenuta ventiquattro anni prima da parte del papa, porta Ferrara al suo massimo splendore;   alla corte convennero alcuni tra gli artisti ed i letterati di maggior rilievo del tempo come Piero della Francesca, Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna e Rogier van der Weyden. Secondo le  voci dell'epoca, si faceva sempre più forte la diceria che Ludovico, quando presente a Ferrara, non dormisse più con la moglie proprio per passare il suo tempo con Lucrezia, e la cittadinanza, che ben sapeva del rapporto tra i due, non apprezzò il comportamento del Duca. 

Proprio in questo periodo, risalirebbe un suo presunto ritratto realizzato da Leonardo da Vinci, ritratto conosciuto al mondo intero con il nome di Belle Ferronnière. 

 Francesco Muralto cronista ed ecclesiastico milanese, parla in questo modo Lucrezia:

“…la quale era in giovanile età, bella e di colori scuri, inventrice di nuovi vestiti, giorno e notte stando in danze e in delizie: era onorata con grandissima cura da Ludovico, benché egli accogliesse come concubina Lucrezia dalla famiglia dei Crivelli; a causa della quale, per quanto la cosa rodesse le viscere della consorte, l'amore tuttavia da lei non si allontanava.”
 

[...] quae erat in iuvenili aetate, formosa ac nigri colorix, novarum vestium inventrix, diu noctuque stans in choreis ac deliciis: summopere a Ludovico colebatur licet Lucretiam ex Cribellorum familia in concubinam recepisset; qua res quamquam viscera coniugis commovisset, amor tamen ab ea non discedebat.

 

1497, 2 gennaio

La duchessa Isabella d'Este, secondo le ricostruzioni documentali, morì durante il parto. La morte improvvisa della moglie determinò un cambiamento profondo nell'animo di Ludovico, che si rifugiò nella spiritualità. Egli riconosceva di aver maltrattato la moglie negli ultimi tempi e diceva di esserne pentito "sino al anima", e che in ogni sua preghiera a Dio chiedeva soltanto di poter rivedere Beatrice un'ultima volta per poterle chiedere perdono.[15] Ne conseguirono tutta una serie di pratiche religiose volte a propiziare il ricongiungimento fra i due, ossia digiuni, penitenze, elemosine e, come pare, anche una (momentanea) interruzione della sua relazione con la Crivelli, 

 

1497, 8 Marzo

Lucrezia diventa madre dando alla luce  un figlio illegittimo del duca, Giovanni Paolo, divenuto poi marchese di Caravaggio.

 

Secondo lo storico Robert de La Sizeranne, stato uno storico dell'arte francese, proveniente da un'antica famiglia aristocratica, fu assiduo collaboratore della "Revue des Deux Mondes", afferma che la duchessa Beatrice non fu mai troppo gelosa di Lucrezia: se vi fosse stata qualche scenata violenta verso il coniuge, ne sarebbe rimasta traccia nella corrispondenza, invece non si trova nulla di simile. Non è dunque possibile sapere cosa pensasse Beatrice dell'infedeltà del coniuge, ma lo storico ritiene ch'ella non lo abbia mai ripagato in egual maniera, ossia che al contrario gli sia rimasta fedele. Inoltre la passione del Moro verso Lucrezia non sarebbe sopravvissuta oltre la morte della moglie, poiché quella che prima appariva una "passione violenta", sembrò trasformarsi poi in semplice riconoscenza.

 

1499

L'esercito francese entra nella città di Milano e si presume che in quest'anno Ludovico il Moro interruppe la relazione con la Crivelli, poiché Lucrezia si trovò una seconda volta incinta. 

 

1499, 1 settembre

Dopo essersi recato un'ultima volta in visita alla tomba della moglie, Ludovico coi suoi più fedeli cortigiani e buona parte del tesoro ducale fuggì verso la Germania e la Crivelli, per non abbandonarlo, decise di seguirlo ma fù fatta prigioniera con il suo figlio Giampaolo, e portata a Milano nella casa del vescovo di Como, in regime di sorveglianza.

 

Successivamente la marchesa Isabella d'Este, sorella di Beatrice, diede ospitalità alla Crivelli e a suo figlio Gianpaolo. 

Lucrezia portò con se ori, gioielli e opere artistiche relative ai servizi offerti al Duca di Milano, ma la marchesa Isabella la informò che l'avrebbe indirizzata presso un convento,  e a quel punto la Crivelli decise di confessare la propria gravidanza. Intenerita dalla situazione, la Marchesa Isabella decise di offrirle ospitalità in ona tranquilla e riservata, mettendo a sua disposizione la servitù: fu scelta la residenza di rocca di Canneto, presso Mantova, dove Lucrezia visse per alcuni  anni insieme ai suoi figli.

 

1500, luglio

Il marito Giovanni Andrea muore e in questo periodo Lucrezia si risposò con Gaspare del Conte, ma il marito morì prima del 1508, lasciandola, secondo quanto indicato nei documenti, «cum pocha roba e senza substantia alcuna». 

1995,  10 giugno al 19 novembre 

Negli ultimi anni, il dipinto originale di Lucrezia Crivelli (Profilo di giovane donna), da secoli custodito dalla famiglia Crivelli, è stato esposto al pubblico, nel corso di un'importante mostra a Speyer, in Germania (Historisches Museum der Pfalz,[23] ). Ma nonostante l'enorme successo del dipinto presso il grande pubblico, gli elementi sorprendenti del vero dipinto Crivelli sono da ricercare nell'esame di Pinin Brambilla Barcilon (restauratrice dell'Ultima Cena), la quale ha riscontrato che alcuni pigmenti del quadro sono gli stessi del murale milanese.[24][25][26]

 

2015, 11 marzo

Secondo la TV svizzera, dopo la scoperta in febbraio del ritratto di Isabella d'Este in un caveau di una banca oggi si è avuto notizia di una vertenza giudiziaria milionaria riguardante "La Belle Ferronière" che secondo gli esperti sarebbe il ritratto di Lucrezia Crivelli, amante di Ludovico il Moro presso il quale lavorava a fine Quattrocento il genio toscano, prima della dissoluzione del Ducato di Milano. L'inghippo sta nel fatto che l'originale, secondo la maggioranza degli storici d'arte, se ne starebbe al Louvre di Parigi dove è esposto.

Sennonché la presunta copia è stata battuta all'asta negli Stati Uniti nel 2010 per la cifra di 1,5 milioni di dollari. E a complicare le cose è ora la causa intentata a Lugano per la proprietà del quadro, per il quale esisterebbe una perizia che ne attesterebbe l'autenticità. Ma dell'originale-copia per il momento non si ha traccia.

Lucrezia Crivelli e Leonardo da Vinci

Silvia Alberti de Mazzeri, Beatrice d'Este duchessa di Milano, Rusconi, 1986, ISBN 9788818230154.
Anonimo ferrarese, Diario ferrarese, in Giuseppe Pardi (a cura di), Rerum italicarum scriptores, raccolta degli storici italiani dal Cinquecento al Millecinquecento, fasc. 1, vol. 24, Zanichelli, 1928.
Bernardino Corio, L'Historia di Milano, Giorgio de' Cavalli, 1565.
Francesco Malaguzzi Valeri, La corte di Lodovico il Moro - la vita privata e l'arte a Milano nella seconda metà del Quattrocento, vol. 1, Milano, Hoepli, 1913.
René Maulde-La-Clavière, Histoire de Loius XII: ptie. Louis d'Orléans., vol. 3.
Franciscus Muraltus, Annalia, a Petro Aloisio Doninio nunc primum edita et exposita, Mediolani, cura et impensis Aloisii Daelli Novocomensis, 1861.
Marino Sanuto, La spedizione di Carlo VIII in Italia, a cura di Rinaldo Fulin, Venezia, Tipografia del Commercio di Marco Visentini, 1883.
Pietro Verri, Storia di Milano, tomo II, Societa tipografica de' classici italiani, 1835.


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